Un posto comodo per raccontare le cose che ci riguardano. A comfortable place where to tell what we are involved in.

Grattaciela

“Una fiaba poetica e senza tempo per raccontare che ognuno ha il suo posto al mondo che lo aspetta per accoglierlo”, è scritto nella quarta di copertina.

Grattaciela lo trovo in una libreria che frequento poco, vicino casa.

C’è un bambino nel passeggino, il figlio della ragazza che è alla cassa, che mi guarda per tutto il tempo, da quando sono entrata a ora che mi aggiro fra gli scaffali senza badare all’età dei lettori e all’offerta dedicata. Non saprei dire quello che cerco né per chi lo cerco. Penso a mia nipote di due anni e penso ai bambini di una ludoteca di Napoli. Penso anche a me, alla bambina che avrei voluto essere o che sono rimasta.

Poi prendo in mano Grattaciela, che mi sembra un libro per piccoli e anche per grandi. Ha le pagine con gli angoli già smussati, è un formato che non è un A4 né il quadrotto A5… cavolo, quanto costerà questo libretto? Sembra un quaderno di scuola e mi piace averlo ancora per le mani.

Gabriele Rebagliati è l’autore della storia e di Philip Giordano sono le illustrazioni. A fine libro c’è anche qualche riga del loro percorso professionale che ha come punto d’incontro il Giappone. Invece la bambina Grattaciela si aggira per un paese senza nome, più alta delle case che suo papà costruttore mette in piedi, sognando il paese delle lucciole, un posto lontano dove regna la felicità a misura di bambino, dunque anche la sua.

“Un giorno, una bottiglia che galleggiava sul filo dell’acqua attirò la sua attenzione: al suo interno c’era un messaggio. Si trattava di una mappa per raggiungere il paese delle lucciole”.

Il bambino nel passeggino continua a guardarmi e a sorridere: la scelta sembra essere quella giusta, prendo Grattaciela, corro a scoprire il paese delle lucciole – cioè alti palazzi luccicanti che la superavano in altezza –  ed esco dal negozio seguita dal suo sguardo.

Grattaciela, Gabriele Rebagliati, Philip Giordano, Eli La Spiga Edizioni, 2017

Ascolta l’audio della recensione (voce di Alessia Rapone, musiche di David Depper)

 

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